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La Raffineria di Roma e l'ambiente
Alcune domande al Dott. Umberto Ottolenghi Capo Ufficio Stampa della Raffineria
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Sezione: Ambiente e Territorio 20/07/2003
Dott. Umberto Ottolenghi

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Rassegna Stampa del 28 Dicembre 2002

 

IL TEMPO

 

Rogo alla raffineria, i pompieri evitano il disastro Due vigili del fuoco con tute speciali sono entrati tra le fiamme riuscendo a chiudere le valvole

UN BOATO e poi le fiamme. Lingue di fuoco che avrebbero potuto provocare un’esplosione in grado di distruggere edifici nell’arco di centinaia e centinaia di metri. Una tragedia sfiorata ieri pomeriggio nella Raffineria di Malagrotta, alla periferia di Roma, solo grazie al tempestivo intervento dei vigili del fuoco e di decine di agenti delle forze dell’ordine. Nella struttura è divampato l’incendio verso le 15 probabilmente a causa della rottura di un compressore nell’impianto di trattamento benzine. Un vero e proprio esercito tra vigili del fuoco, polizia e carabinieri in pochi minuti era già sul posto per impedire che accadesse il peggio. Lo scoppio ha causato una enorme nuvola nera che ha coperto il cielo fino allo spegnimento dell’incendio. È stato scongiurato anche un inquinamento ambientale grazie soprattutto al lavoro di due pompieri che sono entrati tra le fiamme protetti da «tute extracalor», che possono resistere fino a mille gradi. Appena infatti sono stati «vestiti» con gli indumenti speciali i vigili del fuoco hanno affrontato le fiamme, trovandosi improvvisamente avvolti dal fuoco mentre i colleghi lanciavano un fiume d’acqua su tutto l’impianto colpito dall’incendio. Una vera e propria corsa contro il tempo per evitare sia un disastro sia vittime. Mentre i colleghi continuavano l’opera di raffreddamento della struttura e creavano un vero letto di schiuma, i due «vigili eroi» si sono avvicinati al punto dello silos in cui si era verificata la perdita e sono riusciti a chiudere la valvola che avrebbe fatto fuoriuscire idrocarburi leggeri e quindi il conseguente sviluppo delle fiamme. L’impianto interessato, dopo lo spegnimento dell’incendio, è stato immediatamente messo in sicurezza e fermato il ciclo produttivo. Sul luogo sono arrivati quaranta mezzi dei soccorsi e cinquanta uomini del Comando provinciale dei vigili del fuoco, diretti dal comandante Luigi Abate, che sono riusciti a coordinarsi con le squadre della stessa raffineria mentre le forze dell’ordine hanno mantenuto libera la viabilità in tutta la zona così da facilitare l’arrivo dei mezzi di soccorso. È arrivato alla Raffineria anche un mezzo ad alta potenza dall’aeroporto di Ciampino di quelli usati per spegnere eventuali incendi agli aeromobili che sprigionano una grande quantità di calore. «Sono molto soddisfatto di come è andata l’operazione di intervento - ha dichiarato il comandante dei vigili del fuoco Luigi Abate - la Raffineria è un impianto a rischio incidenti rilevanti in base alla normativa post Seveso». L’ingegner Abate che ha diretto sul posto l’operazione ha provveduto a dispiegare i suoi pompieri così da circoscrivere le fiamme e salvaguardare il resto dell’impianto. «L’esplosione del serbatoio avrebbe causato un effetto domino - spiega Luigi Abate - che poteva provocare un disastro». La relazione del comandante provinciale dei vigili del fuoco finirà anche sul tavolo del ministro dell’Ambiente per definire i rischi futuri. Gli investigatori dovranno ora accertare la causa dell’incendio che non ha creato danni a terzi. L’impianto non è stato sequestrato ma l’area interessata dall’incendio è stata perimetrata. Lunedì il magistrato titolare dell’inchiesta si presenterà nella struttura danneggiata per effettuare il primo sopralluogo in compagnia degli esperti ai quali sarà poi affidato dal sostituto procuratore il compito di eseguire le perizie tecniche per verificare anche l’entità del danno della Raffineria. «Devo complimentarmi con l’efficienza dei vigili del fuoco - ha affermato il prefetto di Roma Emilio Del Mese al termine delle operazioni di soccorso - e l’impegno al limite dell’eroismo. Sono rimasto soddisfatto dell’organizzazione interna della struttura della Raffineria e dell’efficienza degli interventi delle forze dell’ordine che hanno anche agevolato l’arrivo sul posto dei mezzi di soccorso». Secondo quanto accertato subito dopo lo spegnimento dell’incendio nessuno sarebbe rimasto intossicato e anche il rilascio di sostanze tossiche dovrebbe essere stato scongiurato. Anche lo stesso prefetto di Roma Emilio Del Mese ha seguito personalmente l'evolversi della situazione, tanto che si è presentato sul luogo dell’incidente per congratularsi con tutte le forze dell’ordine. L'impianto della Raffineria di Roma spa si estende per circa cento ettari, fuori il Grande Raccordo Anulare, mentre altri impianti si trovano a Fiumicino. È la prima grande Raffineria di petrolio nel centro Italia e provvede con i suoi quattro milioni di tonnellate annuali al fabbisogno di molte regioni, tra cui, Lazio, Umbria e Toscana. La proprietà è per il 57,5% della Total Fina, per il 22,5% della Erg e per il 20% della Monte-Shell. Ha inoltre una rete di oleodotti terrestri e sottomarini di circa cinquanta chilometri ed è in grado di far caricare circa centoventi autobotti l'ora. Ogni giorno partono dall'impianto tra le 400 e le 600 autobotti. Nella Raffineria lavorano oltre 250 persone, che arrivano a 5.000 se si considera anche l'indotto. L'impianto dispone di 130 serbatoi per un totale complessivo di un milione 300 metri cubi e rifornisce, tramite oleodotto, l'aeroporto di Fiumicino e le navi che partono da Civitavecchia (una media 140-145 navi l'anno).

 

 

CORRIERE DELLA SERA

 

Brucia la raffineria, due ore di massima allerta

La rottura di un compressore innesca l' incendio: sul posto 16 mezzi dei vigili del fuoco e il prefetto «Nessun ferito e nessun pericolo per l' ambiente», ha assicurato l' azienda. Aperta un' inchiesta

«Consideriamola una sorta di prova generale andata bene, nell' eventualità di grandi emergenze per la Capitale», dice il prefetto, Emilio Del Mese, quando ormai la paura è passata. Fiamme altissime, ieri pomeriggio, alla Raffineria di Roma, in via di Malagrotta. L' incendio è divampato intorno alle 15. Subito sono scattati i soccorsi: 16 automezzi dei vigili del fuoco, provenienti da Roma e da Fiumicino, polizia, carabinieri, vigili urbani. Ma nessun ferito e soprattutto nessuna nube tossica, as sicura l' azienda al termine di una giornata lunghissima e carica di tensione. La rottura di un compressore nell' impianto Tip (trattamento benzine) avrebbe provocato la fuoriuscita di idrocarburi leggeri e il conseguente innesco del rogo. Nuvoloni n eri densi si sono alzati rapidamente in cielo: «Ora sarà un' inchiesta a dire se c' è stato un errore umano oppure si è trattato di un guasto tecnico», commenta il prefetto Del Mese. Ci sarà un' indagine interna e non è escluso nemmeno l' intervento della magistratura. Anche il ministero dell' Ambiente ha già ricevuto una comunicazione. «Ma è la prassi», sottolineano i dirigenti della Raffineria (un principio d' incendio ci fu già nel 1995). «Comunicazioni urgenti sono state inviate anche al ministero dell' Industria e al Comune di Roma. L' impianto però è sicurissimo, uno dei pochi in Europa dotato dell' Isrs, il certificato internazionale di garanzia». Il ciclo produttivo comunque è stato interrotto. Ci sono volute due ore per spegnere l' incendio. Sono stati due vigili del fuoco, protetti da tute di amianto, ad avvicinarsi al punto dello stabilimento in cui si era verificata la perdita e a chiudere la valvola. Il prefetto Del Mese alla fine si è complimentato con il comandante provinciale dei pompieri, Luigi Abate: «Non è stato un lavoro facile - ha detto il prefetto - vista l' enorme quantità di sostanza infiammabile presente nella raffineria. Il posto isolato, l' organizzazione interna eccellente e la rapidità dei soccorsi hanno comunque scongiurato guai peggiori per lavoratori e cittadini». L' impianto di Malagrotta si estende per circa cento ettari, oltre il Grande Raccordo Anulare. È la più grande raffineria di petrolio nel centro Italia e provvede con i suoi quattro milioni di tonnellate annuali al fabbisogno di molte regioni, tra cui Lazio, Umbria e Toscana. Maggiore azionista è Total Fina: 57,5 per cento. Ha un rete di oleodotti terrestri e sottomarini di circa 50 chilometri ed è in grado di far caricare circa 120 autobotti l' ora. Ogni giorno partono da Malagrotta tra 400 e 600 automezzi. Nella raffineria lavorano oltre 250 persone, che arrivano a 5 mila se si considera l' indotto. L' impianto dispone di 130 serbatoi per un totale complessivo di un milione 300 metri cubi e rifornisce, tramite oleodotto, l' aeroporto di Fiumicino e le navi che partono da Civitavecchia: una media di 140-145 navi l' anno.  Raffineria di Roma

Autore: AGR: Redazione

 

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