AGR - Agenzia di Stampa

Di :: 17 aprile 2020 13:18

decreto liquidità coronavirus

(AGR) Il 6.04.2020 il Consiglio dei ministri ha approvato il provvedimento sulla liquidità contenuto nel Decreto Legge 8 aprile 2020, n. 23, che ha introdotto misure urgenti in tema di accesso al credito e rinvii di adempimenti per le imprese, per fronteggiare le conseguenze dell’emergenza coronavirus.

Sul punto andiamo a fornire qui di seguito, delle rapide informazioni per poter accedere alle garanzie fornite dallo Stato (più precisamente da SACE SpA).

 
E' bene sapere che tali garanzie sono sottoposte al verificarsi di alcune condizioni :

Per presentare domanda bisognerà compilare un modulo - che si può trovare sui siti : www.fondidigaranzia.it oppure www.mise.gov.it – ove sarà necessario specificare che :

- il richiedente il credito non abbia avuto a carico provvedimenti giudiziari che applicano le sanzioni della cosiddetta legge 231 (che disciplina la responsabilità degli enti per illeciti amministrativi derivanti da reato, commessi da amministratori, dipendenti e collaboratori nello svolgimento delle attività della azienda) e che non è incorso nelle inosservanze previste dal codice dei contratti pubblici.

Sarà necessario altresì impegnarsi ad accettare la pretesa del Fondo centrale di rivalersi sul richiedente nel caso in cui quest’ultimo non provveda al rimborso del prestito, segnalare la dimensione della azienda (sulla scorta dei parametri della raccomandazione della commissione Ue 2003/361) e gli aiuti di Stato di cui la azienda stessa ha già beneficiato e chi glieli abbia concessi.

Sarà anche obbligatorio inserire il “Codice Ateco”(combinazione che identifica la attività economica), segnalare che la azienda a causa dell’emergenza Coronavirus ha riportato danni economici e gli scopi per i quali viene domandato il finanziamento. Il modulo dovrà poi essere inviato (assieme alla copia di un documento di identità) via mail (non è necessaria la Pec) alla banca oppure al confidi.

E’ bene far presente che l’erogazione dei prestiti sarà rimessa alla discrezione della banca (o confidi) che potrà procedere a controlli o ispezioni, e nel caso di revoca (totale o parziale) della agevolazione, l’impresa beneficiaria, sarà costretta a versare tutte le somme ottenute, oltre alle sanzioni previste dal Dlgs 123 del 1998 (da due a quattro volte, gli importi percepitii ingiustificatamente).

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