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Di Emanuela Sirchia :: 19 ottobre 2026 17:36
"L'Annunciazione" di Tiziano eccezionale ospite della Galleria Borghese da domani all'8 dicembre

(AGR) La giovane donna è colta di sorpresa dall’annuncio. Lei, Maria, è stata scelta per essere la madre del figlio di Dio. È un angelo a darle l’annuncio mentre quasi nascosto Broccardo Malchiostro, canonico e già cancelliere del vescovo di Treviso Bernardo de’ Rossi, osserva la scena. Perché immortalare questo personaggio “fuori tempo” è presto detto: a Malchiostro si deve il contributo economico per la realizzazione del quadro. E dietro di lui in prospettiva, le Dolomiti. Sono questi i soggetti rappresentati nel capolavoro di Tiziano “L’Annunciazione” eccezionale prestito alla Galleria Borghese da parte della Cattedrale di Treviso dove abitualmente è custodita la preziosa tela. Ed è grazie a questa straordinaria occasione che da domani (e fino all’8 dicembre) tutti potranno ammirare il dipinto realizzato nel 1520 dal pittore veneto. Un’occasione non unica in quanto l’esposizione si deve anche ai lavori di restauro in corso nella cappella Malchiostro della cattedrale di Treviso.
Una nuova tappa delle mostre dossier della Galleria Borghese che prende spunto dal 450° anniversario della morte di Tiziano per approfondire temi a confronto. “Dialoghi tra sacro e profano” è il titolo dell’iniziativa e la grande tela ospite è esposta nella sala dedicata all’artista dove tra gli altri è presente “Amor Sacro e Amor Profano”, in un certo senso messi a confronto per ammirarne alcune analogie e allo stesso tempo le differenze. L’Annunciazione è stata recentemente sottoposta ad un nuovo restauro e grazie alle nuove tecnologie sono emerse certezze sulla data della sua realizzazione grazie alla scoperte dell’iscrizione posta alla base del dipinto dove si leggono chiaramente, data, firma dell’autore e riferimento alla committenza. Tornando al confronto, in particolare tra le figure femminili.
Nei due dipinti è raffigurato lo stesso fregio: lo stemma del committente Broccardo Malchiostro
Nell’Annunciazione spicca il candore, lo stupore della Vergine. Nell’Amor Sacro e Amor profano emerge a sinistra la dolcezza e la sicurezza della sposa (Laura, figlia del padovano Bertuccio Bagarotto), a destra la nudità dell’altra donna a rappresentare il profano. Iamo davanti all’amore coniugale in contrapposizione all’Annunciazione dove è chiaro il riferimento alla purezza della Vergine. Tiziano affronta per la prima volta il tema dell’Annunciazione e lo fa in maniera magistrale e, ancora per la prima volta la figura protagonista non è al centro della scena ma di lato, sulla sinistra in basso. A significare l’umiltà probabilmente ma anche per dar modo di ammirare l’architettura alle sue spalle dove è possibile ammirare il fregio presente in entrambe le opere: lo stemma che allude al ruolo della committenza e quindi allo stemma di Broccardo Malchiostro.
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