AGR Agenzia di Stampa

Di :: 14 settembre 2026 16:59

L'Arte di Vassily Kandinky a Palazzo Bonaparte da domani al 14 febbraio

(AGR) L’attesa è finita. Preceduta da un’anteprima stampa lo scorso luglio, apre finalmente al pubblico la mostra dedicata a Vassily Kandinsky. Sono passati 25 anni dall’ultima esposizione romana a lui dedicata. Una lunga attesa che contribuisce a far crescere la curiosità degli appassionati dell’opera di questo straordinario artista. La grande opportunità è ancora una volta offerta da Arthemisia e da Palazzo Bonaparte che riescono non solo a riportare nella Capitale il genio russo ma anche quello di Gabriele Munter, compagna di vita e a sua volta grande artista alla quale è dedicata una delle cinque sezioni di questa eccezionale rassegna romana.

In rassegna i primi dipinti ad olio su cartone i suoi colori le sue forme in un ritratto completo del pittore

 
Oltre 70 le tele esposte in un percorso che abbraccia l’intera esistenza di questo artista che ha iniziato a dipingere a 30 anni (prima era avvocato), ispirato dalla conoscenza di un celebre quadro di Monet: I Covoni. In lui scatta qualcosa che evidentemente era già in embrione. Ed ecco le prime tele ad olio su cartone dei primi anni del ‘900. Paesaggi che richiamano in parte l’impressionismo e i “Covoni”, il quadro che gli ha cambiato la vita. Tra questi anche alcuni capolavori dedicati all’Italia, un aspetto questo sconosciuto ai più. Ma tutto in Kandinsky è in evoluzione ed arrivano i dipinti ad olio dai colori sempre più marcati e dalle figure sempre meno delineate. È l’alba dell’astrattismo e sono proprio i colori che l’artista vede paralleli alla musica (l’altra sua grande passione), quasi a fondersi con le note. Linee e colori si intrecciano e trovano le emozioni. Una rivoluzione nell’arte; esperimento ed evoluzione.

Tra i capolavori "Il giallo il rosso e il blu" "Freschezza oscura" e "Bleu de ciel"

Il visitatore troverà in proposito un paio di “giochi” con i quali cimentarsi come Arthemisia ci ha abituati in questi anni. Cosa ci spinge a scegliere un colore anziché un altro e in quale posizione mettere una figura geometrica rispetto ai colori? Il pubblico è chiamato a partecipare seguendo le indicazioni che proprio l’artista suggerisce perché… “Il colore è il tasto, l’occhio il martelletto, l’anima e il pianoforte dalle molte corde. L’artista è la mano che, toccando questo o quel tasto mette opportunamente in vibrazione l’animo umano”. E nel 1925 arriva “Il giallo, il rosso e il blu”, (128 per 201 di dimensioni) uno dei capolavori esposti a Roma dove ogni tratto, ogni colore non sono lì per caso e sorprendono il visitatore, lo ammaliano, lo incantano. Una sezione dunque è dedicata alla sua compagna Gabriele Münter. Suo malgrado, ha vissuto all’ombra di Kandinsky ma è certo che sia stata una pregevole artista e lo dimostrano i quadri esposti. Una idea geniale del Museo Pompidou che ha potuto prestare i capolavori vista la forzata chiusura per restauro dell’edificio fino al 2030. E un’altra donna è stata fondamentale nella vita dell’artista: la moglie Nina. È lei che ha fatto dono al museo parigino dei dipinti che oggi tutti possono ammirare. Anche per questa occasione è stata allestita la sala immersiva particolarmente efficace per colori e suoni. È tempo di immergersi in quella che la maggiore studiosa del pittore e curatrice della mostra, Angela Lampe (presente all’anteprima per la stampa di oggi) ha definito “esplosione cromatica”.

E. Sirchia

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