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Di E. B.: Redazione AGR :: 24 ottobre 2026 18:52
Ostia, ennesima bomba carta fatta esplodere sul litorale

(AGR) Paura, Ostia ieri sera venerdì 23 ottobre, quando una bomba carta è stata fatta esplodere davanti all’ingresso di una palazzina di edilizia popolare Ater. Due persone sono state ferite. La deflagrazione ha completamente distrutto il portone d’ingresso e danneggiato l’androne dello stabile, scaraventando detriti sulla strada. Molti condomini sono scesi spaventati in strada per il forte boato.
Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco ed il personale dell’Ares 118. L’area è stata transennata e la strada temporaneamente chiusa al traffico, la Polizia avviato le indagini per ricostruire la dinamica dell’accaduto e individuare i responsabili. In corso l’eventuale raccolta di testimonianze e l’acquisizione delle immagini delle telecamere di videosorveglianza. Al momento non viene esclusa alcuna ipotesi sul movente.
«Nella nostra città, dieci ordigni in poco più di tre mesi. E ancora troppo silenzio. Nonostante tutto, quando si parla di mafie nella nostra città tutti ammutoliscono», dichiara Possanzini, sottolineando come l’ultima esplosione avrebbe potuto provocare una strage.
Il consigliere esprime pieno sostegno agli inquirenti, alle forze dell’ordine e alla Magistratura, ma evidenzia la necessità di affiancare alle indagini una risposta politica e sociale più ampia. «Non siamo di fronte a una sequenza di fatti che possiamo permetterci di considerare isolatamente», afferma, ricordando anche gli episodi di violenza che hanno colpito attività commerciali sul territorio.Per Possanzini, la questione non può essere affrontata soltanto in termini di sicurezza e decoro, senza considerare il possibile radicamento delle organizzazioni mafiose, i loro interessi economici, il controllo dei traffici illeciti e i tentativi di infiltrazione nei circuiti legali.
La risposta - sostiene Possanzini - deve passare anche dal rafforzamento dei servizi nei quartieri, dal recupero degli spazi abbandonati, dalla trasparenza negli appalti pubblici e dalla presenza quotidiana delle istituzioni, per contrastare le condizioni che favoriscono l’espansione della criminalità.
«La risposta non può esaurirsi nella militarizzazione dei luoghi. La sicurezza è anche presenza dello Stato, qualità dei servizi, cura degli spazi pubblici, opportunità sociali e trasparenza amministrativa», conclude il consigliere.E lancia un ultimo monito: «Ogni bomba che esplode è un allarme. Ma il silenzio che la circonda rischia di diventare un problema ancora più grave».
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