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Di :: 30 giugno 2026 15:27

Attentato a Sigfrido Ranucci, quattro arresti: svolta nelle indagini sull’esplosione davanti alla sua abitazione

(AGR) ROMA – I Carabinieri del Comando Provinciale di Roma, con il supporto dei militari dei Comandi Provinciali di Napoli e Avellino, hanno eseguito nelle prime ore della mattina un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Roma, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia capitolina, nei confronti di quattro persone gravemente indiziate, a vario titolo, di detenzione, porto e utilizzo di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento aggravati da modalità riconducibili al metodo mafioso.

Il provvedimento dispone tre arresti in carcere e un arresto domiciliare e rappresenta un importante sviluppo investigativo nell’inchiesta sull’attentato dinamitardo compiuto la sera del 16 ottobre 2025 a Torvaianica, frazione di Pomezia, ai danni del giornalista televisivo Sigfrido Ranucci.

 

L’attentato davanti all’abitazione del giornalista: Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’ordigno fu fatto esplodere davanti al cancello dell’abitazione del giornalista, provocando la distruzione delle due automobili parcheggiate all’interno della proprietà e danneggiando il muro perimetrale.

L’esplosione, avvenuta in un contesto residenziale densamente abitato, avrebbe potuto causare conseguenze ancora più gravi per persone e abitazioni circostanti. Solo circostanze fortuite avrebbero evitato un bilancio ben più pesante.

Le indagini e la ricostruzione del commando: L’attività investigativa, condotta dai Nuclei Investigativi dei Carabinieri di Roma e Frascati, ha richiesto mesi di approfondimenti tecnici e analisi incrociate.

Determinante è stato l’esame dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati, dei rilievi tecnico-scientifici effettuati sul luogo dell’esplosione e dell’analisi dei tabulati telefonici relativi all’area interessata.

Gli investigatori sono riusciti a ricostruire con precisione le fasi preparatorie, esecutive e successive all’attentato, individuando il percorso seguito dagli autori materiali e i presunti collegamenti logistici.

L’esplosivo e la Fiat 500X noleggiata in Campania: Gli accertamenti svolti dalla Sezione Rilievi, dalla Squadra Artificieri del Nucleo Investigativo di Roma e dal RIS hanno consentito di stabilire che l’ordigno era composto da “gelatina da cava”, un esplosivo ad alto potenziale distruttivo ormai poco utilizzato ma ancora estremamente pericoloso.

Un ruolo centrale nelle indagini è stato svolto anche dall’individuazione di una Fiat 500X noleggiata in Campania. Attraverso le immagini registrate lungo la Strada Statale 148 Pontina, i militari sono riusciti a monitorarne gli spostamenti, documentando il viaggio verso Roma e il rientro immediatamente successivo all’attentato.

L’analisi dei dati telefonici avrebbe inoltre evidenziato una sostanziale coincidenza tra il percorso dell’autovettura e quello dei cellulari utilizzati dai presunti esecutori, sia il giorno dell’attacco sia durante precedenti sopralluoghi effettuati nella zona.

L’ipotesi dei mandanti: Secondo l’impostazione accusatoria, il gruppo avrebbe agito su incarico di soggetti terzi, attualmente non identificati, ricevendo un compenso economico e supporto logistico.

Gli inquirenti ritengono che i presunti mandanti abbiano fornito risorse finanziarie, schede telefoniche dedicate, assistenza legale e persino predisposto eventuali soluzioni per favorire una fuga all’estero degli esecutori.

Parallelamente sono in corso ulteriori perquisizioni nei confronti di altri indagati che potrebbero aver contribuito all’approvvigionamento dell’esplosivo o al supporto operativo del commando.

I tentativi di ostacolare le indagini: Le investigazioni avrebbero inoltre documentato diversi tentativi di inquinamento probatorio. Tra questi, la ricerca di eventuali dispositivi di intercettazione ambientale, la distruzione di schede SIM e l’adozione di strategie difensive concordate finalizzate, secondo gli investigatori, a ostacolare l’accertamento dei fatti e a proteggere i presunti mandanti.

Le indagini proseguono: L’attività della Direzione Distrettuale Antimafia e dei Carabinieri prosegue con l’obiettivo di identificare i soggetti che avrebbero commissionato l’attentato e chiarire ogni aspetto della vicenda.

Come previsto dalla legge, si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che gli indagati devono considerarsi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

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