Pomezia, al Museo Lavinium un seminario di ricerca sull’archeologia funeraria

La settimana di studi, oltre a concentrare l'attenzione su un particolare aspetto dell'archeologia, con uno studio mirato di alcuni degli scheletri conservati, è stata l'occasione per avviare l'analisi dei materiali che facevano parte del corredo delle tombe

printDi :: 09 settembre 2021 09:43
Pomezia, al Museo Lavinium un seminario di ricerca sull’archeologia funeraria

Pomezia, al Museo Lavinium un seminario di ricerca sull’archeologia funeraria

(AGR) Si è concluso nella giornata di ieri al Museo Civico Archeologico Lavinium un seminario di studi internazionale incentrato sull’antropologia e l’archeologia funeraria. A guidare il team di ricercatori il prof. Llorenç Alapont Martin, dell'Università Europea di Valencia, che lo scorso anno ha stipulato una convenzione con Pomezia per lo studio antropologico e archeologico delle sepolture rinvenute nella necropoli tardo antica della villa romana in via Siviglia.

La settimana di studi, oltre a concentrare l'attenzione su un particolare aspetto dell'archeologia, con uno studio mirato di alcuni degli scheletri conservati, è stata l'occasione per avviare l'analisi dei materiali che facevano parte del corredo delle tombe funerarie e dare vita a nuove collaborazioni con esperti del settore. La necropoli della Villa Romana di Torvaianica può essere datata tra il IV e gli inizi del V secolo d.C., la maggior parte delle sepolture erano della tipologia cosiddetta “alla cappuccina”, a cassa o in anfora, quest'ultima riservata prettamente agli infanti. Si è iniziato con il pulire, sistemare e catalogare 12 resti scheletrici, quattro dei quali, quelli maggiormente conservati, sono stati oggetto di ricostruzione e analisi. Questo tipo di studio permette di stabilire il sesso, l'età, le patologie, l'alimentazione di un individuo. Nell'analisi dei resti scheletrici i giovani archeologi hanno effettuato anche lo scavo di una tomba in anfora di un infante di circa 10-18 mesi, di cui non possiamo stabilire il sesso proprio per la giovane età. L'ultimo giorno del seminario è stato dedicato alla documentazione grafica e fotografica, in particolare ai rilievi fotogrammetrici che permetteranno, in un secondo momento, di ricostruire in 3d gli aspetti e le caratteristiche salienti del volto dei nostri antenati.

 

Pomezia, al Museo Lavinium un seminario di ricerca sull’archeologia funeraria

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“Il Museo Archeologico Lavinium aggiunge al fascino del mito una storia ancora più seducente che si basa sul suo ricco patrimonio archeologico – dichiara Federica Colaiacomo, responsabile scientifica del Museo Lavinium – Auspichiamo di poter proseguire con tutto ciò che resta ancora da studiare, elaborare questi dati e inserirli in una mostra che focalizzi l'attenzione sulle sepolture, da quelle delle necropoli protostoriche, tipiche del rituale funerario del popolo Latino a quelle standardizzate e diffuse nel mondo romano”.

Pomezia, al Museo Lavinium un seminario di ricerca sull’archeologia funeraria

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“Fiore all’occhiello del nostro patrimonio culturale, il Museo Archeologico Lavinium è una fonte inesauribile di conoscenza – spiega la vice Sindaco  Simona Morcellini – Siamo onorati della presenza del Prof. Alapont Martin, che ha da poco concluso la sua settima missione di scavo a Pompei, nella Necropoli di Porta Sarno, in cui quest'anno c'è stata l'eccezionale scoperta della tomba di Marcus Venerius Secundio. La ricerca scientifica e la passione delle nuove generazioni di studenti sono motori indispensabili per la crescita culturale del nostro Paese”.

Pomezia, al Museo Lavinium un seminario di ricerca sull’archeologia funeraria

Pomezia, al Museo Lavinium un seminario di ricerca sull’archeologia funeraria

“Il seminario appena concluso rappresenta un’occasione importante per il nostro territorio – aggiunge il Sindaco Adriano Zuccalà – i cui risultati hanno dato modo di aggiungere nuovi dati alla lunga e importante storia di Lavinium, che arricchiranno la narrazione del percorso espositivo del nostro Museo Archeologico. Ringraziamo la responsabile scientifica del Museo, la Soprintendenza e il Prof. Alapont Martin per la grande occasione che stanno dando alla nostra Città”.

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