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(AGR) Roma, tenta di truffare un'anziana con il "finto incidente", ma quando è andato a prendere i soldi ha trovato la Polizia

Secondo il finto carabinieri la figlia aveva commesso un grave incidente invece la donna era con la madre ed era in ottima salute. L'anziana ha avvertito la Polizia ed ha architettato la trappola che puntualmente è scattata quando l'uomo si è presentato per prendere soldi e gioielli.

printDi :: 27 gennaio 2026 15:03
Polizia gli agenti intervenuti

Polizia gli agenti intervenuti

(AGR) Ha provato a raggirare un’anziana con la collaudata tecnica del “finto incidente”, ma questa volta il copione si è invertito e a finire “in trappola” è stato lo stesso truffatore. Un uomo, fingendosi carabiniere, è stato arrestato dalla Polizia di Stato dopo essere caduto nell’inganno tesogli dalla vittima che aveva prescelto.

Tutto è iniziato con un primo contatto telefonico tramite l’utenza fissa dell’abitazione in uso all’anziana: dall’altro capo della cornetta, il sedicente militare riferiva che la figlia della donna era rimasta coinvolta in un grave incidente stradale e che, per questo motivo, non fosse in grado di parlare.

 
Il copione della storia, costruita ad hoc per indurla con urgenza ad assentire alla richiesta di denaro e gioielli per una risoluzione “bonaria” della controversia, è stato svelato in pochi istanti dalla vittima. Forte della presenza in casa della stessa figlia che, a dire del “carabiniere” sarebbe stata protagonista dell’episodio, si è decisa ad assecondarne le richieste chiedendo contestualmente aiuto al 1 1 2 (NUE).

Così, mentre faceva accomodare nel salone gli agenti del Commissariato di P.S. Porta Pia, ha simulato di preparare quanto richiesto, in attesa della visita di un carabiniere in abiti civili che si sarebbe presentato, a dire dell’interlocutore, a riscuotere quanto pattuito.Quando l’incaricato alla riscossione si è trovato davanti all’androne del palazzo, l’anziana gli ha fornito il numero di interno ed ogni indicazione utile per indirizzarlo alla sua abitazione.

Una volta sull’uscio di casa, il truffatore è quindi caduto nella trappola architettata dalla stessa vittima: in cucina, al posto dei gioielli, si è trovato di fronte non i gioielli, ma gli agenti con tanto di distintivo in vista.

L’uomo, un cinquantaseienne “in trasferta” dal capoluogo campano, è stato arrestato e condotto successivamente nelle aule di giustizia di piazzale Clodio. Accogliendo le richieste della Procura, l’Autorità giudiziaria ha convalidato l’operato della Polizia di Stato.È ora gravemente indiziato del reato di tentata truffa aggravata. 

Per completezza si precisa che le evidenze informative ed investigative sopra descritte attengono alla fase delle indagini preliminari e che, pertanto, per l’indagato vige il principio di presunzione di innocenza fino ad un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.Quanto sopra, si comunica, nel rispetto dell’ indagato da ritenersi  presunto  innocente, in considerazione dell'attuale fase del procedimento, ovvero quella delle indagini preliminari, fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile e al fine di salvaguardare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito

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