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(AGR) Roma Tor Vergata, smontavano auto rubate per vendere i ricambi, scoperta l'officina, cinque gli arresti

La Polizia ha individuato l'officina dove tre “artigiani” con dei frullini sezionavano telai, centraline ed airbag dai volanti di autovetture, il quarto sistemava i pezzi in scatoloni all’interno di un furgone, mentre il quinto era impegnato nella “sterilizzazione” degli attrezzi da lavoro.

printDi :: 23 gennaio 2026 10:44
Polizia gli agenti intervenuti

Polizia gli agenti intervenuti

(AGR) Come una catena di montaggio, smontavano veicoli rubati “dissezionandoli” nelle loro componenti per rimetterli in circolo come ricambi leciti. Il loro sistema collaudato, verosimilmente destinato ad alimentare un mercato parallelo in nero, è stato scoperto dalla Polizia di Stato.

Cinque professionisti del restyling su quattro ruote sono finiti in manette e sono ora gravemente indiziati, in concorso tra loro, dei reati di riciclaggio e ricettazione.

 
Le indagini, condotte dagli agenti del Commissariato di P.S. Romanina, hanno preso il via dal ritrovamento di un telaio cannibalizzato di un’auto rubata, abbandonato in un terreno nella zona di Tor Vergata.

Incrociando quell’episodio con uno analogo verificatosi nell’aprile del 2024, gli investigatori sono risaliti in breve tempo ad un capannone industriale utilizzato come officina clandestina.

Gli insoliti rumori provenienti da quello che -all’apparenza- sembrava un laboratorio artigianale hanno trovato conferma nella successiva attività di osservazione, nel corso della quale gli agenti hanno documentato i movimenti dei cinque indagati, ciascuno impegnato in un preciso segmento della filiera.

Come in una catena di montaggio ben collaudata, mentre tre degli “artigiani” armeggiavano con dei frullini “sezionando” telai, centraline ed airbag dai volanti di alcune autovetture, il quarto si occupava della sistemazione dei pezzi in appositi scatoloni da riporre all’interno di un furgone, mentre il quinto era impegnato nella “sterilizzazione” degli attrezzi da lavoro.Cristallizzato lo scenario operativo, è scattato il blitz.

Sullo sfondo di ferri del mestiere, accessori automobilistici di ogni tipo, targhe di prova e decine di combinazioni alfanumeriche italiane ed estere, è emersa una filiera clandestina destinata a rimettere in circolo le componenti come ricambi leciti o a “ricostruire” altre vetture da rivendere con identità falsa sul mercato.

Tutto il materiale rinvenuto, insieme al furgone adibito a “deposito merce”, sono risultati compendio di furto e sono stati posti sotto il vincolo del sequestro.I cinque “artigiani” sono finiti in manette, gravemente indiziati, in concorso tra loro, dei reati di riciclaggio e ricettazione.

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma ha chiesto ed ottenuto dal Giudice per le indagini preliminari la convalida degli arresti, che ha disposto nei loro confronti la misura dell’obbligo di firma. Per tre degli indagati è scattato anche l’obbligo di dimora nel Comune di Roma, aggravato dalla restrizione domiciliare negli orali serali e notturni.Per completezza si precisa che le evidenze investigative sopra descritte attengono alla fase delle indagini preliminari e che, pertanto, per gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino ad un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.Quanto sopra, pertanto, si comunica, nel rispetto degli indagati che sono da ritenere presunti innocenti, in considerazione dell'attuale fase del procedimento, ovvero quella delle indagini preliminari, fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile e al fine di salvaguardare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.

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