L'Aquila, amministratori e politici di Celano nel mirino dei carabinieri per aste ed appalti "truccati"

Scattata all'alba l'operazione "Acqua Fresca" raggiunti da misura cautelare 25 persone tra amministratori e funzionari comunali, liberi professionisti e imprenditori della Marsica.

printDi :: 22 febbraio 2021 13:38
L'Aquila, amministratori e politici di Celano nel mirino dei carabinieri per aste ed appalti truccati

(AGR) Un vero e proprio terremoto giudiziario ha sconvolto questa mattina il comune di Celano. Duro colpo alla politica locale con numerosi provvedimenti eseguiti dai Carabinieri dell’Aquila a seguito dell’esecuzione di un’ordinanza di misura cautelare nei confronti di 25 persone tra amministratori e funzionari comunali del Comune di Celano, liberi professionisti e imprenditori, residenti nella Province di L’Aquila, Roma, Teramo e Pescara. I reati contestati a vario titolo sono stati: “induzione indebita a dare o promettere utilità”, “istigazione alla corruzione”, “tentato peculato”, “turbata libertà degli incanti”, “turbata libertà del procedimento di scelta del contraente”, “falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici”, “rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio”. Inoltre, anche per 15 tra imprenditori e liberi professionisti è scattato il divieto temporaneo di esercitare attività professionali o imprenditoriali.

L’indagine ha preso le mosse da apprezzamenti informativi sviluppati a partire dal gennaio 2018 dai militari del L’Aquila, che attribuivano agli esponenti dell’amministrazione comunale di Celano condotte antigiuridiche, finalizzate all’indebita percezione ed erogazione di fondi comunali a liberi professionisti e imprenditori operanti nella Marsica.

In tutto sono state denunciate 56 persone alla competente Autorità Giudiziaria. In particolare gli amministratori e i dirigenti comunali hanno “turbato” numerose procedure di gara, pilotando l’affidamento di appalti per l’esecuzione di lavori, progettazioni e servizi o frazionando gli appalti in modo da procedere con affidamenti diretti sotto soglia, a favore di soggetti predeterminati, per lo più imprenditori e liberi professionisti locali, spesso ricorrendo alla falsificazione di atti pubblici.

Il totale dei fondi pubblici destinati alle procedure alterate e manipolate dagli indagati ammonta a circa 13 milioni di euro, suddivisi in 11 milioni di euro per l’esecuzione di lavori, un milione e mezzo di euro per le progettazioni e 500.000 euro per gli affidamenti dei servizi. Le procedure turbate sono state circa 30.

Le principali procedure cui si riferiscono i capi di imputazione sono le seguenti: affidamento della progettazione esecutiva, della direzione dei lavori, del coordinamento per la sicurezza e di incarico di supporto al RUP in riferimento alla sostituzione edilizia della scuola media Beato Tommaso da Celano, mediante delocalizzazione in Via della Torre; lavori di realizzazione di un parco giochi in località Crocifisso; gara per il servizio di custodia, manutenzione e assistenza all’uso dei campi sportivi; direzione dei lavori e coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione, nonché l’affidamento dell’esecuzione dei lavori di riqualificazione urbana, sociale, e culturale delle aree degradate; affidamento della progettazione di una scuola, di un parco e di un parcheggio da realizzare nelle zone cosiddette “Aia”, “Don Minozzi” e “Dietro Castello”; realizzazione e organizzazione del premio letterario “Vittoriano Esposito”; concorsi pubblici per l’assunzione di impiegati e dirigenti comunali.

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