Ostia, finisce sul litorale romano la fuga di un cileno 27enne, ricercato per rapina, in manette anche connazionale 34enne
Il blitz è scattato lungo via del Mare, dove i Falchi hanno intercettato l’auto sospetta. A bordo, accanto al ricercato, era presente un connazionale che le verifiche tecnico-documentali hanno svelato che anche lui era in realtà un cileno destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere

Polizia gli agenti intervenuti
(AGR) È terminata sul litorale romano la fuga di un cittadino cileno di 27 anni, destinatario di un ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Tivoli, lo scorso aprile, per il reato di rapina. L’uomo è stato rintracciato dai Falchi della Polizia di Stato capitolina in compagnia di un connazionale, anch’egli ricercato per furto. Le indagini sul primo erano scattate quando, sottrattosi alla cattura, aveva fatto perdere le proprie tracce rifugiandosi, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, ad Arezzo.
A stringere il cerchio intorno ai suoi movimenti è stata un’attività investigativa costruita su accertamenti tecnici incrociati tra gli uomini della Squadra Mobile capitolina ed aretina.
L’analisi degli spostamenti del veicolo -verosimilmente utilizzato per la fuga- incrociati con i dati di aggancio alle celle telefoniche riferibili all’indagato, ha consentito agli investigatori di ricostruirne gli spostamenti fino ad Ostia.
Le ricerche degli agenti della VI Sezione della Squadra Mobile capitolina si sono, quindi, concentrate nell’area del litorale, dove l’effettiva traiettoria percorsa dall’autovettura è risultata compatibile con quella dell’utenza monitorata.
Le verifiche tecnico-documentali hanno poi svelato una verità diversa da quella dichiarata nel documento: l’uomo era in realtà un cittadino cileno di 34 anni, anch’egli destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Terni nel luglio 2021, giacché ritenuto responsabile, insieme ad alcuni complici, di una serie di furti in abitazione.
Per entrambi è quindi scattato l’arresto. Sono ora associati alle case circondariali di Regina Coeli e di Rebibbia.
Per completezza si precisa che le evidenze informative ed investigative sopra descritte attengono alla fase delle indagini preliminari e che, pertanto, per gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino ad un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna. Quanto sopra, si comunica, nel rispetto degli indagati che sono da ritenere presunti innocenti, in considerazione dell'attuale fase del procedimento, ovvero quella delle indagini preliminari, fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile e al fine di salvaguardare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.
















