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Roma, rapine seriali con la pistola in pugno a gioiellerie ed uffici postali, due arresti della Polizia

L’indagine era stata avviata nel marzo 2024,due uomini, col volto travisato, avevano fatto irruzione in una gioielleria, dopo aver puntato l'arma contro i dipendenti, avevano minacciato la titolare scaraventandola a terra e fuggendo con un bottino di di oltre centomila euro.

printDi :: 24 febbraio 2026 16:06
Roma, rapine seriali con la pistola in pugno a gioiellerie ed uffici postali, due arresti della Polizia

(AGR) Si muovevano rapidi, con i volti travisati e la pistola in pugno. Così, scatenando istanti di panico, mettevano a segno i loro colpi per poi sparire tra le strade della Capitale a bordo di scooter rubati, con targhe alterate per rendere più difficile ogni identificazione. La loro scia criminale è stata tracciata dagli investigatori della Polizia di Stato, che hanno individuato i presunti responsabili in un trentunenne ed un quarantaquattrenne romano, ora gravemente indiziati, in concorso tra loro, dei reati di rapina aggravata, furto e ricettazione.

Sono stati gli agenti della Squadra Mobile, coordinati dai magistrati della Procura di Roma - Dipartimento criminalità diffusa e grave, a cristallizzare il quadro indiziario a loro carico. Gli stessi poliziotti hanno poi dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP presso il Tribunale di Roma.

 
L’indagine era stata avviata nel marzo 2024, a seguito di un episodio delittuoso particolarmente efferato verificatosi in Viale Eritrea.Due uomini, col volto travisato, avevano fatto irruzione in una gioielleria grazie alla complicità di una giovane donna, che aveva spianato loro la strada. In pochi istanti, la scena si era trasformata in un incubo: dopo aver puntato una arma contro i dipendenti, avevano minacciato e spintonato la titolare scaraventandola a terra, guadagnandosi così un bottino di un valore complessivo di oltre centomila euro.

Le immagini dei sistemi di videosorveglianza, unite all’attività tecnica sviluppata nel corso delle indagini, hanno consentito agli investigatori di ricostruire nel dettaglio la dinamica dell’azione e di inquadrarla in un contesto più ampio.

Poche settimane dopo, infatti, in un ufficio postale sito in corso Francia, è stato messo a segno un altro colpo con modalità pressocché sovrapponibili: due uomini, armati e travisati, si sono introdotti nella sede e hanno minacciato i dipendenti, costringendoli a consegnare il danaro custodito in cassa, per poi fuggire via con un bottino di oltre mille euro.

Le indagini hanno consentito di tracciare il copione non scritto che si celava dietro quei raid: scooter rubati poco prima dei colpi, targhe alterate e fughe pianificate per dileguarsi in pochi istanti.

Il confronto tra le immagini estrapolate dai sistemi di video sorveglianza in uso agli esercizi, unito ad una meticolosa attività tecnica, ha permesso di stringere il cerchio intorno ai due odierni indagati. Il quadro indiziario raccolto a loro carico dagli agenti della Squadra Mobile, coordinati dai PM di Palazzo Clodio, è stato accolto nell’ordinanza firmata dal GIP presso il Tribunale ordinario di Roma.Entrambi sono ora in carcere, gravemente indiziati, in concorso tra loro, dei reati di rapina aggravata, furto e ricettazione.Per completezza si precisa che le evidenze investigative sopra descritte attengono alla fase delle indagini preliminari e che, pertanto, per gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino ad un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.Quanto sopra, si comunica, nel rispetto degli indagati che sono da ritenere presunti innocenti, in considerazione dell'attuale fase del procedimento, ovvero quella delle indagini preliminari, fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile e al fine di salvaguardare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.

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