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Roma San Pietro, spaccio, furto ed un borseggio in chiesa, 6 arresti, denunciato sacerdote per furto di beni culturali

Nel cuore del sito archeologico delle “Case Romane del Celio”, in via San Paolo della Croce i Carabinieri hanno sorpreso un uomo intento a staccare e trafugare un frammento lapideo storico. Identificato, l'uomo è risultato un sacerdote statunitense di 37 anni che è stato denunciato a piede libero

printDi :: 05 luglio 2026 18:23
Carabinieri San Pietro controlli, arresti e denunce

Carabinieri San Pietro controlli, arresti e denunce

(AGR) Nuova attività di controllo del territorio e di contrasto alla criminalità diffusa da parte dei Carabinieri della Compagnia Roma San Pietro che si è focalizzata nel quartiere di San Pietro e zone limitrofe, seguendo le linee strategiche indicate dal Prefetto di Roma, dott. Lamberto Giannini, e condivise nell’ambito del Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Il servizio volto a contrastare il crimine diffuso, ha permesso ai militari di arrestare 6 persone, di denunciarne una settima e di identificare oltre 360 persone molte di queste di interesse operativo, e di controllare 70 veicoli. Una raffica di interventi che ha impegnato decine di pattuglie a piedi e automontate.

Il primo a cadere nella rete dei controlli è stato un cittadino romeno 37enne, intercettato d'iniziativa dai militari in via Giuseppe Moratta. L'atteggiamento dell'uomo ha spinto i Carabinieri a procedere ad un più approfondito controllo. Invitato a svuotare le tasche è stato trovato in possesso di 22,6 grammi di cocaina, già perfettamente confezionata in dosi e pronta alla cessione, insieme a 725 euro in contanti, ritenuti provento dello spaccio.

 
Poche ore dopo, le pattuglie hanno rintracciato un romano di 65 anni, in zona Prospero Santa Croce, e accertato nel corso dell’identificazione e dei controlli alla banca dati che era attinto da un ordine di carcerazione definitivo per il reato di violenza sessuale, commesso nel 2020. Condotto in caserma, dopo avergli notificato l’atto è stato accompagnato presso il carcere di Rebibbia.

Presso una profumeria di via di Valle Aurelia, due donne di origini georgiane, senza fissa dimora, hanno tentato il colpo grosso di cosmetici di marca per un valore di 658 euro. Per superare le barriere elettroniche senza far scattare l'allarme, le due avevano modificato una borsa dotandola di una schermatura artigianale, stratagemma che non è bastato a ingannare l'occhio dei militari.

Poco distante, in via Gregorio VII, l'azione si è spostata all'interno dell'omonima Chiesa. Approfittando del momento di raccoglimento dei fedeli, un cittadino peruviano di 40 anni, supportato da due complici, ha puntato e sottratto con destrezza la borsa di un'anziana donna di 87 anni. Mentre i complici sono riusciti a dileguarsi tra la folla e tuttora attivamente ricercati, mentre l'esecutore materiale è stato immediatamente bloccato dai Carabinieri prima che potesse varcare la soglia del luogo di culto.

L'episodio più singolare si è consumato però nel cuore del sito archeologico delle “Case Romane del Celio”, in via San Paolo della Croce. I Carabinieri hanno sorpreso un uomo intento a staccare e trafugare un frammento lapideo storico, direttamente dalle strutture protette del sedime. Identificato, l'uomo è risultato essere un sacerdote statunitense di 37 anni che è stato fermato in tempo e denunciato a piede libero all'Autorità Giudiziaria con l’accusa di furto aggravato di beni culturali.

L'operazione ha colpito anche l'abusivismo commerciale nell'area monumentale del Vaticano. Due cittadini senegalesi sono stati sanzionati e allontanati con un ordine di Daspo Urbano mentre tentavano di vendere braccialetti ai turisti nella piazza di San Pietro. Stessa sorte è toccata anche a un giovane del Bangladesh sorpreso in via Ottaviano a esercitare abusivamente l'attività di promoter turistico.

Tutti gli arresti sono stati convalidati o sono in fase di valutazione da parte della competente Autorità Giudiziaria. I controlli dei Carabinieri nell’area proseguiranno anche nei prossimi giorni per garantire la sicurezza dei cittadini e il decoro urbano.

Si precisa che i procedimenti si trovano nella fase delle indagini preliminari e che, pertanto, gli indagati devono considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.Quanto sopra, si comunica, nel rispetto degli indagati che sono da ritenere presunti innocenti, in considerazione dell'attuale fase del procedimento, ovvero quella delle indagini preliminari, fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile e al fine di salvaguardare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.

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