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Ucraina, tra guerra e pace, stasi dell’attività diplomatica

Dalla guerra al covid a quella vera in Ucraina, sulla Tv i video, tra una distruzione ed un bombardamento, gli inviati speciali raccontano le loro emozioni in diretta. Allo stato attuale però non sembra operante una forte iniziativa diplomatica che costringa le due controparti al tavolo

printDi :: 04 marzo 2022 22:23
Ucraina no alla guerra

Ucraina no alla guerra

(AGR) di Ruggero Cametti

Von Clausewitz nel suo trattato “Della guerra” scrisse “La guerra e’ la continuazione della politica con altri mezzi”. E aggiunse anche “….in cose rischiose come la guerra gli errori che provengono dal buon cuore sono purtroppo i peggiori “. Nelle trasmissioni televisive e’ rapidamente tramontata l’epopea dei virologi che parlavano di Covid e degli intervistatori che ammannivano la dose quotidiana di pandemia. Questi ultimi si stanno prontamente dedicando infaticabili ad illustrare la tragedia che si sta vivendo attualmente in Ucraina.

 
Va detto che per fortuna molti commentatori intervistati si attengono ai fatti nudi e crudi , come alcuni ex generali a riposo o gli analisti della rivista Limes ,condotta dal bravo Lucio Caracciolo. I conduttori delle trasmissioni, non alieni dal mostrare il proprio buon cuore , tra una distruzione e un bombardamento, si collegano in video con inviati speciali o abitanti dei luoghi del conflitto ed esprimono sempre le loro emozioni del momento.

Storicamente fin dagli anni 50 il movimento pacifista ha sempre mostrato una forte connotazione antiamericana. Ricordiamo tutti le scritte e le manifestazioni dei comunisti all’insegna del “fuori l’Italia dalla Nato”. Negli anni ’60 il pacifismo si nutri’ degli stessi contenuti per la guerra in Vietnam. Stessa sorte per l’installazione degli euro missili che costrinse l’URSS a venire a patti con l’occidente. Con la caduta del muro di Berlino e il fallimento di tutti gli stati del Patto di Varsavia il pacifismo conobbe una stasi finche’ la bandiera e’ stata risollevata dal Pontefice Romano, in occasione delle guerre in Iraq , confermando la costante posizione della Chiesa cattolica contro tutte le guerre.

Allo stato non sembra purtroppo operante una forte iniziativa diplomatica che costringa tutti i belligeranti a sedersi sul serio ad un tavolo di trattativa, che provochi la sospensione delle attivita’ e faccia intravedere la pace.

NdR: Ruggero Cametti è un politico di lungo corso, nato nella Democrazia Cristiana ha avuto incarichi importanti nella DC Capitolina e sul litorale è stato più volte consigliere municipale. Ritiratosi dalla politica attiva da alcuni anni cura la campagna elettorale di giovani politici della capitale e ha continuato ad occuparsi di politica affiancando con preziosi consigli gli esponenti politici locali. Profondo conoscitore delle problematiche del X Municipio dove ha lavorato e si è impegnato per anni è un punto di riferimento per il centrodestra anche se resta un importante e competente conoscitore della politica, sopratutto locale. Da oggi collabora con AGR esponendo il suo punto di vista sui tanti temi della politica. Buona lettura (e.b.)

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