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Reggio Calabria, scoperta e sequestrata piantagione di canapa indiana nella campagna di Careri, un arresto

A Careri è stata individuata una piantagione di circa cinquanta piante, tutte in avanzato stato di crescita e con altezza variabile tra 1,5 e 2 metri, destinata con ogni probabilità al mercato illegale della droga. Un uomo è stato sorpreso sul posto mentre irrigava e curava le piante

printDi :: 29 agosto 2025 11:22
Carabinieri Reggio Calabria la piantagione di canapa indiana

Carabinieri Reggio Calabria la piantagione di canapa indiana

(AGR) In un’operazione coordinata e tempestiva, i Carabinieri della Compagnia di Locri, supportati dallo Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria e dall’8° Nucleo Elicotteri di Vibo Valentia, hanno stroncato una fiorente coltivazione di sostanze stupefacenti, arrestando un uomo ritenuto responsabile della produzione illecita di canapa indiana.

L’intervento dei militari è avvenuto nell’ambito dei servizi mirati al contrasto dello spaccio di droga, con controlli approfonditi sul territorio e sorveglianza mirata sulle aree isolate. Nel Comune di Careri è stata individuata una piantagione di circa cinquanta piante, tutte in avanzato stato di crescita e con altezza variabile tra 1,5 e 2 metri, destinata con ogni probabilità al mercato illegale della droga. L’uomo è stato sorpreso sul posto mentre irrigava e curava le piante, impegnato in un’attività che, se non intercettata, avrebbe garantito un ingente profitto alla criminalità locale.

 
Immediato l’intervento dei Carabinieri che hanno bloccato l’uomo e posto sotto sequestro l’intera coltivazione. L’arrestato, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente, è stato tradotto presso il proprio domicilio in attesa della convalida dell’arresto.

L’operazione conferma l’impegno incessante dell’Arma dei Carabinieri nella lotta alla diffusione di sostanze stupefacenti e nella protezione della sicurezza della collettività, grazie a servizi mirati, coordinamento tra reparti specializzati e utilizzo di supporti aerei e tecnologici che permettono di monitorare efficacemente anche le aree più impervie e isolate.

Si ricorda che la persona coinvolta è da ritenersi presunta innocente fino a sentenza definitiva di condanna, nel pieno rispetto dei diritti dell’indagato e delle garanzie previste dall’ordinamento.

Quanto sopra, si comunica, nel rispetto dell’ indagato da ritenersi  presunto  innocente, in considerazione dell'attuale fase del procedimento, ovvero quella delle indagini preliminari, fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile e al fine di salvaguardare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.

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