(AGR) Roma, Passività digitale, presentata una tecnologia più a misura d'uomo
Alla Camera il convegno sulla tecnologia a misura d’uomo.Antonio Centomani, regista, ha raccontato come il digitale stia diventando un alleato fondamentale del racconto cinematografico, ampliando le possibilità narrative senza sostituire i linguaggi classici, ma integrandoli e potenziandoli

Il regista Antonio Centomani
(AGR) di DONATELLA GIMIGLIANO
La prestigiosa Sala Matteotti della Camera dei Deputati ha ospitato il convegno nazionale “Il Superamento della Passività nella Relazione con la Tecnologia Digitale”, un appuntamento che ha riunito esperti di innovazione, etica, cultura e comunicazione per riflettere sul rapporto sempre più pervasivo tra individuo e strumenti digitali.
A guidare il confronto è stata la professionalità di Gabriella Carlucci, da sempre impegnata nel costruire un dialogo concreto tra istituzioni e industrie creative, favorendo un clima di ascolto e interdisciplinarità.
Visioni multidisciplinari per una “Digital Humanity” - Il panel dei relatori ha offerto una panoramica ampia e complementare sulle sfide del presente e sulle prospettive future del digitale.
Massimiliano Farace, founder di Yes Us Interaction, ha delineato i nuovi paradigmi della tecnologia umanizzata, anticipando l’esordio di una piattaforma interattiva dedicata a cinema, televisione, teatro e letteratura: un ecosistema pensato per trasformare l’utente da spettatore passivo a protagonista attivo e creativo dei contenuti culturali.
Antonio Centomani, regista, ha raccontato come il digitale stia diventando un alleato fondamentale del racconto cinematografico, ampliando le possibilità narrative senza sostituire i linguaggi classici, ma integrandoli e potenziandoli.
Andrea Bellandi Saladini, esperto di etica digitale, ha posto l’attenzione sul tema dell’Hate Management e dell’educazione civica online, sottolineando la necessità di strumenti preventivi contro la dipendenza dai social network e proponendo l’introduzione di avvisi informativi per gli utenti, analoghi a quelli previsti per film, alcol e tabacco.
Marco Accordi Rickards, docente dell’Università di Tor Vergata, ha evidenziato come il videogioco rappresenti oggi una nuova frontiera di socialità reale, capace di generare interazione autentica e percorsi educativi innovativi.
Andrea Concas, art manager, ha analizzato il rapporto tra arte e digitale, illustrando opportunità, tutele e nuove regole di un mercato in rapida evoluzione, dove creatività e tecnologia si fondono in forme espressive inedite.
Sul versante tecnologico, Dorian Lazzari, innovatore tech, ha approfondito il potenziale ancora inesplorato dello Spatial Web, presentando la piattaforma “Cubish” come esempio concreto di sviluppo immersivo e tridimensionale, oltre le attuali dinamiche del metaverso.
Il giornalista Simone Massetti ha offerto una riflessione sui nuovi equilibri – e disequilibri – prodotti dall’ecosistema digitale nel mondo dell’informazione, ribadendo la necessità di mantenere chiarezza, verificabilità e responsabilità editoriale.
A chiudere il panel, Marco Marchese Borrelli, media artist, ha sottolineato la continuità tra tradizione e avanguardia, evidenziando come la tecnologia possa diventare un potenziatore di emozioni dal vivo, senza interrompere il dialogo con le arti classiche.
Il convegno ha messo in luce l’urgenza di riportare l’essere umano al centro di ogni processo digitale, promuovendo un modello di innovazione consapevole che unisca competenze tecnologiche, responsabilità sociale e visione culturale. Un confronto istituzionale che ha ribadito come il futuro dell’innovazione passi necessariamente attraverso una nuova alleanza tra etica, creatività e partecipazione attiva dei cittadini.
















