EURO

print01 novembre 2003 10:54
maastricht compie 10 anni

maastricht compie 10 anni

(AGR) Il nome di Maastricht e' legato innanzitutto all'avvio del processo irreversibile che in tre tappe ha portato alla nascita dell'euro il primo gennaio 2002.

Ma l'entrata in vigore di quel trattato il primo novembre 1993, ha anche dato il via alla politica estera e di sicurezza comuni, cosi' come ha segnato la nascita del concetto di cittadinanza europea con il diritto di voto alle elezioni locali ed alle elezioni europee per chi risiede in un altro paese dell'UE. Il trattato di Maastricht ha portato anche un rafforzamento dei poteri del Parlamento Europeo, la nascita del Comitato delle Regioni, e del fondo di coesione per i paesi e le regioni economicamente piu' arretrate.

A dieci anni dall'entrata in vigore, la moneta unica  e' una realta' nelle tasche dei cittadini, sui mercati internazionali ed all'interno del mercato europeo dove continua a combattere l'inflazione ed a difendere la stabilita' dei prezzi. Il Trattato di Maastricht, come ha fatto notare oggi il portavoce della Commissione Europea responsabile delle riforme istituzionali Stefan De Rynck, "restera' alla storia per l'Unione economica e momentaria", non certo per l'Unione politica i cui risultati sono stati insufficienti per alcuni paesi a cominciare dall'Italia.

Ma proprio la prospettiva irreversibile della moneta unica ha spinto il processo di riforme che ancora oggi e' nel vivo dei lavori con la Conferenza intergovernativa per il varo di una costituzione europea. Tra i punti controversi del progetto presentato dalla Convenzione Europea, c'e' anche il capitolo sul governo dell'economia, poco gradito dai ministri dell'economia e delle finanze dell'UE.

Un progetto che da' piu' poteri al Parlamento in materia di bilancio comunitario ed alla stessa Commissione Europea per quanto riguarda le sanzioni da imporre agli stati membri che superano la barra del 3% fissata per i deficit di bilancio nazionali. I ministri finanziari hanno cosi' presentato delle proposte alternative per difendere in sostanza lo status quo, in base al quale la Commissione non puo' imporre sanzioni senza l'avallo del Consiglio.

Proposte che non hanno tuttavia raccolto il consenso  dei ministri degli esteri dell'UE, della presidenza italiana e della Commissione Europea visto che rappresentano un passo indietro rispetto al progetto della Convenzione.

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