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Roma, furti e borseggi nella Metropolitana, sei arresti della Polmetro

L'azione sincronizzata dei borseggiatori prevede che mentre un complice aggancia la vittima, beneficiando del flusso di utenti per distrarla, l’altro complice prova ad aprire lo zaino per impossessarsi del portafogli. Subito dopo il passa mani del portafoglio per far sparire ogni traccia

printDi :: 23 giugno 2026 14:03
Polizia in azione sulla metropolitana

Polizia in azione sulla metropolitana

(AGR) Banchine trasformate in punti di osservazione ed azione, autobus utilizzati come camere di “compensazione” della refurtiva e corridoi della metropolitana sfruttati come vie di fuga: è lo scenario emerso dagli ultimi controlli della Polizia di Stato lungo la metropolitana capitolina, dove gli agenti del Nucleo PolMetro hanno arrestato sei persone gravemente indiziate, a vario titolo, dei reati di furto aggravato, rapina impropria, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

Molti degli episodi ricostruiti dagli agenti seguono un copione ormai collaudato, che beneficia dell’afflusso di pendolari e turisti come schermo mobile e del momento di chiusura delle porte quale finestra operativa, seguendo un meccanismo apparentemente invisibile.

 
I primi quattro arresti sono scattati tra le fermate “Termini” e “Colosseo. Sono finite in manette quattro donne, di origine bosniaca e croata, ritenute responsabili, in episodi distinti, del reato di furto aggravato ai danni di turisti e passeggeri.
In uno degli interventi più significativi, due complici avrebbero agito in maniera sincronizzata: mentre l’una agganciava la vittima, beneficiando del flusso di utenti per creare una sorta di “bolla di distrazione”, l’altra complice sarebbe riuscita ad aprire lo zaino che portava con sé per impossessarsi del portafogli.
Il colpo, consumato nel giro di pochi secondi, sarebbe poi stato seguito da un immediato passaggio di mano della refurtiva, nel tentativo di spezzare il collegamento con l’autrice materiale e disperdere ogni traccia.
Il piano è andato in frantumi quando gli agenti del Nucleo PolMetro, che avevano assistito all’intera scena, le hanno bloccate in flagranza.
Schemi analoghi sarebbero emersi anche negli altri episodi, dove le arrestate avrebbero sfruttato la calca dei mezzi pubblici, le fasi di salita e discesa dei passeggeri ed il rallentamento causato dal continuo flusso pedonale per colpire e tentare di confondersi tra la folla. Anche in questi casi, l’intervento dei poliziotti ha interrotto l’azione prima che le responsabili riuscissero a guadagnarsi la fuga, consentendo di recuperare e restituire alle vittime la refurtiva.
Un ulteriore colpo è stato neutralizzato nei pressi della fermata metropolitana “Repubblica”, dove un cittadino romeno, già noto per precedenti analoghi, è stato sorpreso mentre tentava di sfruttare il classico “effetto ad imbuto” su un autobus per impossessarsi del portafogli di un passeggero. Anche per lui sono scattate le manette per tentato furto aggravato.
L’azione della PolMetro si è poi estesa nell’area limitrofa alla stazione Termini, dove gli agenti sono riusciti ad intercettare il percorso di fuga di un giovane di origini marocchine, che aveva appena consumato un furto in un supermercato di via Cavour. Bloccato nonostante la resistenza attiva opposta all’addetto alle vendite ed agli operatori, è stato arrestato per i reati di rapina impropria, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

Tutti gli arresti sono stati convalidati dall’Autorità giudiziaria.
Per completezza si precisa che le evidenze informative ed investigative sopra descritte attengono alla fase delle indagini preliminari e che, pertanto, per tutti gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino ad un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.Quanto sopra, si comunica, nel rispetto degli indagati che sono da ritenere presunti innocenti, in considerazione dell'attuale fase del procedimento, ovvero quella delle indagini preliminari, fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile e al fine di salvaguardare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.

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