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Tutta l’Arte di Keith Haring a Palazzo Braschi fino all’11 aprile. Esposte oltre 140 opere

L'artista statunitense è l'inventore della Street Art antesignana del mondo dei murales di oggi

printDi :: 05 ottobre 2026 14:49
Un momento della conferenza stampa PH credit Emanuela Sirchia

Un momento della conferenza stampa PH credit Emanuela Sirchia

(AGR) “Un artista è il portavoce di una società in un dato momento della storia. È un medium tra “ciò che è “ e ciò “che potrebbe essere “. Se un artista è davvero onesto con se stesso e con la propria cultura lascia che sia la cultura a parlare attraverso di lui imponendo il proprio ego il meno possibile”.

Nella rassegna romana curata da Mondomostre esposte oltre 140 opere

 
Nessun critico del passato, del presente o del futuro potrebbe descrivere meglio sulla rivoluzionaria arte di Keith Haring. L’antesignana dei murales di oggi ; la street art che ha cambiato il linguaggio espressivo. Quello dei marciapiedi e delle stazioni del metrò. Ad Haring Roma dedica una rassegna completa e lo fa in una sede museale classica quale è Palazzo Braschi grazie a Mondomostre. A curare la rassegna è Kaoru Yanase massima esperta mondiale dell’artista statunitense scomparso nel 1990 a causa delle complicanze provocate dall’Aids. Per tornare alla mostra sono oltre 140 le opere esposte e con esse an he la celebre moto Yamaha dipinta dall’artista durante la sua presenza a Roma nel 1984.

La Yamaha dipinta dall'artista PH credit Mondomostre

La Yamaha dipinta dall'artista PH credit Mondomostre

L'artista statunitense ha esposto per la prima volta a Roma nel 1984al Palazzo delle Esposizioni

E proprio nella Capitale espone per la prima volta in un ambito eccezionale come il Palazzo delle Esposizioni di via Nazionale dove peraltro “imbratta” i muri dell’edificio. È il linguaggio dei tempi ed ecco i suoi simboli: l’omino e il cane rappresentati nei modi più diversi possibili vuoi per contrastare la violenza, la paura del nucleare o del razzismo. Un nuovo linguaggio artistico insomma dove è l’arte ad andare incontro al pubblico. Haring subisce l’influenza di un recente passato: quello della guerra nel Vietnam dell’Apartheid in sud Africa, della rivoluzione sessuale. Anni in cui non c’era Internet non c’erano i cellulari ed allora ecco l’arte che denuncia, racconta, contesta. Questa mostra come ha sottolineato l’assessore capitolino Smeriglio è un percorso molto forte che lascerà un segno nella città. “Penso, sento, agisco, concepisco e vivo in modo diverso ogni giorno, ogni istante… I miei dipinti sono la testimonianza di un dato lasso di tempo…” afferma Haring. La sua è un’arte complessa che lo rende unico e inimitabile, apparentemente semplice e dai temi ancora oggi attuali.

PH credit Mondomostre

PH credit Mondomostre

"L'arte - diceva - è per tutti e un diritto di tutti"

La mostra di Palazzo Braschi (6 ottobre – 11 aprile) vede un percorso che si snoda attraverso 9 sezioni e attraverso il racconto di una New York turbolenta degli anni Ottanta – città segnata da violenza, droga e degrado urbano – Keith Haring ne trae ispirazione dall'energia grezza di un'epoca pre-digitale, in cui le idee circolavano attraverso le strade, la musica, i club e il contatto diretto tra le persone: il luogo di nascita dell'hip-hop e della street art, dove arte, attivismo e cultura popolare si incontrano. La mostra ripercorre il percorso artistico di Haring dai primi lavori a New York ai poster politici, alle sculture, ai dipinti e alle opere finali. Per tutta la carriera Haring amplia il proprio linguaggio visivo restando fedele a una convinzione semplice: l'arte deve essere accessibile a tutti. Bambini radianti, cani che abbaiano, figure danzanti, angeli, cuori, televisori e piramidi sono più che motivi ricorrenti: formano un alfabeto visivo universale che continua a parlare a culture e generazioni diverse. Come diceva Haring: "Il pubblico ha diritto all'arte. L'arte è per tutti". Questa convinzione resta al centro della mostra.

PH credit Mondomostre

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Emanuela Sirchia

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