"Il reddito di cittadinanza così, non va!" Presentato esposto alla Procura della Repubblica

Questa la dichiarazione di Alessandro Fucci, presidente di Aslimitaly, che si dice stancodi dover combattere contro i mulini a vento

printDi :: 04 ottobre 2021 15:04
Il reddito di cittadinanza così, non va!

"Il reddito di cittadinanza così, non va!"

(AGR) "Il reddito di cittadinanza così, non va!" ASLIMITALY-ASSOCIAZIONE LIBERI IMPRENDITORI, rappresentata dal presidente il Dott.Alessandro Fucci con l'avvocato Gennaro D'Agostino, ratifica un esposto al Procuratore della Repubblica.

L'Associazione si occupa da tempo delle problematiche che attanagliano liberi imprenditori e professionisti di svariati settori. E' partita denunciando gli abusi di Invitalia, ha messo sù una vera e propria class action contro ex Equitalia, per l'iscrizione a ruolo di cartelle già iscritte e prescritte, raccogliendo circa 90 denunce e invece questa volta si occupa del REDDITO DI CITTADINANZA. Diversi imprenditori hanno lamentato nei mesi scorsi scarso personale, dovuta alla percezione indebita di taluni di loro del sussidio statale che manca di efficienza e di vigilanza.

Questo chiede ASLIMITALY: la punizione per chi non ha vigilato su prerequisiti  NECESSARI per l'erogazione del sussidio. E soprattutto denuncia il mal funzionamento del sussidio, che così concepito, non elimina la povertà, piuttosto la accresce, favorendo il voto clientelare e lo scambio "legale" di favoritismi partitici.

"Utilizzare il sussidio e gli importi destinati a tale sussidio per rilanciare i comuni, il turismo, i lavori dapprima destinati al servizio civile, al rilancio dei luoghi di culto talvolta chiusi nelle piccole realtà per mancanza di personale, potrebbe essere il giusto modo di destinare quei fondi, piuttosto che destinarli a chi li usa per comprarsi un iphone all'ultimo grido, piuttosto che pagare l'affitto di casa."

 Un estratto dell'esposto:

"E’ ormai noto che dal marzo 2018 in Italia è presente un sussidio denominato “Reddito di cittadinanza o pensione di cittadinanza”. E’ ormai noto che tale sussidio, necessita di determinati prerequisiti per accedervi. Ed è altrettanto noto che il requisito stesso presuppone un iter giuridico e burocratico affinchè possa funzionare correttamente. Ma andiamo per ordine. Il sussidio in questione nasce con una mission ben precisa, l’abolizione della povertà. Un mission che ad oggi, a quasi 4 anni dall’attivazione, non è stata neanche minimamente sfiorata. L’iter è semplice: il sussidio ti consente, attraverso una percezione mensile di un tot calcolato in base alla tua situazione reddituale, di avere il giusto tempo per cercare un’occupazione. Tale sussidio ha la valenza di 18 mesi. Ove ci fosse una chiamata al lavoro, la stessa può essere rifiutata fino a 3 volte, al termine delle quali, il sussidio decade. Ne va da sé che ci sono degli strumenti necessari affinchè il sussidio in questione funzioni: adeguamento dei centri per l’impiego (mai fatto), utilizzo di queste figure mitologiche chiamate “navigator”, per l’orientamento al lavoro, la stretta vigilanza sui prerequisiti necessari per accedere al sussidio. Nessuno dei tre strumenti è stato adottato e reso efficiente, bensì si è passati immediatamente all’elargizione gratuita dei denari dei contribuenti. Si sono verificati casi shock nei quali chi necessitava davvero di un sussidio in attesa di impiego, ha ricevuto importi minimi come 140 euro mensili, e chi invece aveva immatricolato nei sei mesi precedenti auto per 2.000 di cilindrata ne riceveva 800 di euro, mensili." 

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