Prevenzione, rinnovare le strategie di immunizzazione, nel piano nazionale inserire Rsv e rafforzare HPV
Nel corso del convegno "Dal Prevention Hub al territorio, dalla diagnostica alla presa in carico: una rete per tutelare e orientare ogni cittadino" la Comunità scientifica ha chiesto alle istituzioni una maggiore prevenzione su territorio.

Foto di kfuhlert da Pixabay vaccinazioni
(AGR) Aggiornare le strategie di immunizzazione, rafforzare la protezione di adulti e persone fragili e superare le disuguaglianze territoriali nell'accesso ai vaccini. Sono le priorità indicate dalla comunità scientifica in vista del nuovo Piano nazionale di immunizzazione 2027-2031, atteso in questa fase dopo l'impegno assunto dal ministero della Salute nell'ambito dell'intesa Stato-Regioni del dicembre 2025 a presentare una proposta.
Il tema è stato al centro del quarto appuntamento del 2026 di 'La Sanità che Vorrei', dal titolo 'Dal Prevention Hub al territorio, dalla diagnostica alla presa in carico: una rete per tutelare e orientare ogni cittadino', organizzato oggi a Roma, nella sede del ministero della Salute, da Aristea International e promosso dalla Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), insieme ad altre società scientifiche e associazioni.
Il confronto ha messo quindi al centro due dimensioni complementari della prevenzione: da un lato, le strategie internazionali, basate sulla sorveglianza epidemiologica, sulle evidenze scientifiche e sulle nuove opportunità di immunizzazione; dall'altro, la capacità di tradurre queste indicazioni in servizi accessibili sul territorio, con particolare attenzione agli anziani, ai pazienti fragili e alle persone più difficili da raggiungere. A rappresentare questi due ambiti sono stati "organismi come l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) e l'Istituto superiore di sanità (Iss)- hanno fatto sapere gli esperti- insieme ai rappresentanti della medicina generale, delle farmacie e delle associazioni civiche". L'obiettivo è quello di rafforzare il collegamento tra indirizzi scientifici e istituzionali e presa in carico dei cittadini, affinché "la prevenzione vaccinale sia sempre più efficace e uniforme sul territorio nazionale".
Rsv, in Italia ogni anno 290 mila casi in over 60 e 1.800 decessi. Esperti: "integrare anti-Rsv con vaccinazioni herpes zoster e pneumococco"
"Secondo i dati del ministero della Salute, in Italia negli over 60 si stimano ogni anno circa 290mila casi, 26mila ricoveri e 1.800 decessi. Numeri particolarmente rilevanti in un Paese che invecchia e in cui le infezioni respiratorie possono aggravare BPCO, scompenso cardiaco e altre comorbidità". È quanto emerso oggi a Roma in occasione del quarto appuntamento del 2026 di 'La Sanità che Vorrei', dal titolo 'Dal Prevention Hub al territorio, dalla diagnostica alla presa in carico: una rete per tutelare e orientare ogni cittadino', organizzato oggi nella sede del ministero della Salute da Aristea International e promosso dalla Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), insieme ad altre società scientifiche e associazioni. Da qui, hanno evidenziato gli esperti, l'auspicio che le nuove strategie nazionali consentano di integrare "in maniera sempre più organica" le opportunità di protezione contro RSV insieme alle vaccinazioni contro Herpes Zoster e pneumococco, riducendo al contempo "le differenze nell'offerta tra territori". Tra le questioni che gli specialisti hanno chiesto di affrontare nel nuovo assetto nazionale dell'immunizzazione anche la protezione dell'adulto contro il Virus Respiratorio Sinciziale (RSV).
















